AMMINISTRATORE E RAPPORTO DI LAVORO

Scritto da Alessandra Casolari.

L'inquadramento dell'amministratore in azienda e la retribuzione per l'attività prestata ha sempre suscitato notevoli dibattiti tra i giuristi.

Chi vede nell'amministratore un organo necessario all'operatività della società senza il quale la società non è in grado di compiere la propria attività (Teoria Organica) e chi ritiene l'amministratore un centro di interesse differente, e a volte anche contrapposto, a quello della società legati tra loro da un contratto assimilabile, a seconda dello svolgimento concreto, in contratto di lavoro autonomo, subordinato, parasubordinato (Teoria Contrattualistica).
Per giungere ad una soluzione di tale controversia la Cassazione a Sezioni unite ha emesso la sentenza n°1545/2017.
La Suprema Corte stabilisce che il rapporto tra amministratore e società ha natura societaria "essendo funzionale alla vita della società, consente alla stessa di agire e quindi non è assimilabile né ad un contratto d'opera, né tanto meno ad un tipo subordinato o parasubordinato".
Alla luce di quanto sostenuto dalla Sentenza 1545/2017 è possibile l'instaurazione di un rapporto di lavoro parallelo di forma autonoma, subordinata o parasubordinata, quando lo stesso è volto all'esecuzione di compiti differenti rispetto a quelli tipici di gestione e amministrazione della società anche in forma dirigenziale.

postit 160

Post-it