UN CAFFÈ CON ... FRANCESCO DURACCIO

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Immaginate di essere seduti ad un tavolo di un bar con un collega, un dirigente di categoria o chiunque presti la propria attività nel mondo del lavoroe di discutere serenamente sorseggiando l’immancabile caffè. Ristretto, lungo, corto, macchiato, corretto, decaffeinato, la scelta è libera così come le risposte che forniranno i nostri gentili interlocutori alle domande.

Francesco Duraccio, componente del Consiglio Nazionale dell'Ordine dei Consulenti del Lavoro. Grazie per aver accettato l'invito al nostro "bar virtuale", il luogo ideale in cui incontrarsi, scambiare opinioni e discutere liberamente sulla categoria e sui giovani Consulenti del Lavoro, sorseggiando un buon caffè.

D: Francesco Duraccio, consigliere nazionale a 37 anni, rieletto. Quali sono state le difficoltà di un giovane dirigente di categoria al suo primo mandato?
R: Tutti gli altri componenti del Consiglio nazionale vantavano una notevole esperienza di dirigenti sia provinciali che nazionali, pertanto la differenza di conoscenza dei meccanismi e della dialettica istituzionale era evidente. Dopo un primo e non facile periodo di rodaggio, però, mi sono ben integrato – grazie alla grande disponibilità con la quale mi hanno accolto – in una squadra già affiatata ed efficiente, nella quale sono, comunque, riuscito a ricavarmi un mio spazio operativo.

D: Sei stato eletto consigliere provinciale dell'ANCL UP di Napoli a 32 anni, a dimostrazione che sindacato e giovani rappresentano un binomio possibile. Perché secondo te, oggi il sindacato ha perso appeal sulle giovani leve?
R: In alcune realtà territoriali, come quella da cui provengo, c'è una naturale predisposizione ad "arruolare" giovani volenterosi, lo dimostra l'età media dei colleghi impegnati sia in ambito istituzionale che sindacale. Pertanto, credo che il sentimento di disaffezione nei confronti del sindacato, più volte riscontrato, sia un fenomeno disomogeneo sul territorio nazionale, un po' a macchia di leopardo. L'ANCL, comunque, non sbaglierebbe ad orientare la propria attenzione verso i giovani e le difficoltà da questi patite soprattutto nella fase di avvio dell'attività professionale.

D: Duraccio, un cognome importante per la categoria: quale l'eredità professionale che porti con te e come vedi il tuo personale cammino da dirigente?
R: È da quando ho mosso i primi passi in Categoria, prima come professionista e poi come dirigente sia provinciale che nazionale, che ho dovuto con determinazione, a volte con fatica, dimostrare di avere mie personali capacità. Ci sono pro e contro a portare un cognome talvolta "ingombrante" ma il paragone non mi spaventa, anzi mi stimola a continuare nel mio percorso, mettendomi a disposizione, con umiltà e spirito di servizio, della Categoria.

D: Associazioni Giovani CdL: qual è il tuo punto di vista al riguardo?
R: Non posso che plaudire ad un'iniziativa che ben presto è divenuta una concreta realtà che ha il merito di aver dato stimolo e vivacità al dibattito in Categoria. Ho avuto modo di cogliere negli occhi di molti giovani colleghi uno spirito di positiva proposizione e tanta voglia di contribuire alla crescita ed all'innovazione della Categoria.

D: Cosa diresti ad un giovane laureato per invogliarlo ad abbracciare la nostra professione?
R: Pur rischiando di essere banale la prima cosa che dico ad un giovane è che la professione di Consulente del Lavoro è la più bella al mondo. Il sol fatto di avere la parola "Lavoro" nel titolo stesso della professione la dice lunga sulla grande connotazione sociale della Categoria. Gli dico anche che la nostra è una grande famiglia nella quale sarà sempre incoraggiato e supportato e che il nostro titolo professionale non limita il suo raggio d'azione soltanto agli adempimenti in materia di lavoro e fiscale ed alle relative attività di consulenza ma offre la possibilità di operare a 360 gradi nel mondo del lavoro consentendogli di divenire un partner strategico per le imprese. Gli suggerisco, infatti, di rivolgere l'attenzione verso tutte quelle altre prerogative che la legge o la ns. professione ci riconosce. Dall'assistenza ai clienti nelle controversie stragiudiziali in materia di lavoro alla mediazione civile e commerciale, dall'assistenza ai clienti nelle relazioni sindacali al ricorso agli ammortizzatori sociali, dalla certificazione dei Contratti a tutte le opportunità che offre la Fondazione Lavoro. A mio avviso, infatti, è il momento opportuno per mettere a sistema tutte le competenze dei Consulenti del Lavoro nei Servizi per l'Impiego e per valorizzare la nostra Agenzia per il Lavoro.

Grazie per il caffè, a Napoli lo fanno meglio però ....... almeno questo ci è rimasto.
A presto

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